La Giornata Mondiale della Malaria quest’anno cade in un momento sanitario particolare nel quale la pandemia COVID-19 minaccia di compromettere i risultati duramente conquistati negli ultimi vent’anni di lotta alla malaria.

Nell’Africa Subsahariana – che da sola conta oltre il 90% dei casi di malaria dell’intero pianeta – l’OMS [1] stima che a causa del COVID-19 i fragili sistemi sanitari locali potrebbero venire sopraffatti e non essere quindi più in grado di erogare pienamente i servizi di prevenzione e cura della malaria con conseguenze devastanti. I casi di malaria nel 2020 potrebbero aumentare del 23% (e si registrerebbero quindi oltre 225 milioni di casi), mentre il numero stimato di morti per malaria potrebbe aumentare del 102% e raggiungere le 769 000 unità (70% delle quali bambini sotto i 5 anni), il doppio dei decessi del 2018, con un ritorno ai livelli di mortalità per malaria registrati oltre 20 anni fa.

Ad oggi, il numero di casi segnalati di COVID-19 nell’Africa subsahariana ha rappresentato solo una piccola parte del totale globale, anche se i casi si prevede aumenteranno ogni settimana. Ciò significa che i Paesi di tutta la regione hanno una significativa finestra temporale per assicurare che i programmi di prevenzione e cura della malaria in questa fase dell’epidemia COVID-19 vengano mantenuti perfettamente operativi garantendo al tempo stesso che vengano implementati in modo da proteggere gli operatori sanitari e le comunità contro la potenziale trasmissione del COVID-19.

Il Fondo Globale – il più importante finanziatore mondiale della lotta all’Aids, tubercolosi e malaria e di cui l’Italia è fra i maggiori donatori – in occasione della Giornata Mondiale della malaria, ribadisce l’importanza di dotare gli operatori sanitari di attrezzature adeguate per continuare in sicurezza ad implementare i programmi di controllo della malaria, sia per salvare vite umane dalla malaria, sia per ridurre la pressione sui sistemi sanitari che lottano contro la nuova pandemia COVID-19.

Questo video, realizzato lo scorso anno per la campagna “Aids, Tubercolosi e Malaria: fatti e stereotipi” e ben prima della pandemia COVID-19, è costruito attorno agli stereotipi più comuni diffusi sulla malaria e sulle malattie in generale per ricordarci che le malattie non hanno passaporto e che viaggiano anche in prima classe, e la salute deve essere quindi vista in necessariamente da una prospettiva globale.


[1] World Health Organization, “The potential impact of health service disruptions on the burden of malaria : a modelling analysis for countries in sub-Saharan Africa”