Venerdì 11 gennaio, il Fondo Globale per la lotta all’AIDS, Tubercolosi e Malaria ha svelato le proprie ambizioni per combattere queste pandemie e costruire sistemi sanitari più forti per i prossimi tre anni: mobilitare almeno 14 miliardi di dollari.

Ieri, Venerdì 11 gennaio, il presidente francese Emmanuel Macron e il direttore esecutivo del Fondo Globale Peter Sands hanno annunciato quali saranno i bisogni finanziari del Fondo Globale per il periodo 2020-2022: saranno necessari almeno 14 miliardi di dollari in tre anni per continuare nella propria missione di lotta contro l’HIV/AIDS, la tubercolosi e la malaria rafforzando nel contempo i sistemi sanitari dei paesi affetti da queste malattie.

L’annuncio arriva in un momento veramente cruciale nella lotta contro queste epidemie.

I progressi eccezionali compiuti fin dalla creazione del Fondo Globale sembrano oggi andare incontro a una battuta di arresto e gli esperti sono addirittura preoccupati per una potenziale recrudescenza delle epidemie.

La stagnazione della spesa per la lotta contro le tre malattie degli ultimi anni, riflette l’inadeguatezza degli investimenti globali nel settore, mettendo seriamente a rischio la prospettiva di porre fine a queste epidemie entro il 2030, che è limpegno preso dalla comunità internazionale con l’adozione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

“Mobilitare 14 miliardi di dollari – nell’attuale contesto internazionale – è uno sforzo non indifferente; considerando il ruolo decisivo che ha avuto il Fondo Globale in questa lotta, e gli effetti catalizzatori sul resto dei suoi partner, mi chiedo se sia però sufficiente”, sottolinea Stefano Vella, direttore del Centro Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità e vice-presidente per l’Italia di Friends of the Global Fund Europe. “La comunità internazionale, infatti, si è impegnata in sede di Nazioni Unite, a mobilitare e raccogliere 83 miliardi di dollari in tre anni per rispondere alle necessità dei paesi in via di sviluppo per prevenire, diagnosticare, curare queste malattie e migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria per le popolazioni più vulnerabili ed emarginate che vivono in paesi a basso e medio reddito”. “La quota del Fondo Globale per raggiungere quest’obiettivo è quindi adeguata? – continua Vella – Credo che il Fondo Globale debba ambire a molto di più. I sistemi sanitari nazionali dei paesi in via di sviluppo sono ancora estremamente fragili ma allo stesso tempo il tasso di crescita dei bilanci nazionali dedicati alla salute è ancora incerto. Non facciamo scommesse rischiose a scapito delle popolazioni vulnerabili sottostimando il contributo finanziario che il Fondo Globale dovrebbe fornire in questo particolare momento”, conclude Vella.

“Il Fondo Globale ha dimostrato la sua efficacia, la sua capacità di innovare e di costruire partenariati. Attraverso il coinvolgimento della società civile e delle comunità, il Fondo facilita l’accesso alle cure sanitarie per le popolazioni più vulnerabili e protegge e promuove i diritti e l’uguaglianza di genere. Dobbiamo fare tesoro di questi punti di forza, per contribuire a raggiungere un’assistenza sanitaria per tutti e per realizzare sistemi sanitari sostenibili. Temo che la richiesta di finanziamento del Fondo Globale non consenta di realizzare i significativi progressi che speravamo per i pazienti affetti da queste malattie, né di rafforzare i sistemi sanitari. Dobbiamo essere più coraggiosi nell’affrontare la sfida dell’accesso universale alla salute – afferma Heidemarie Wieczorek-Zeul, ex ministro tedesco per la cooperazione economica internazionale – e il Fondo Globale è l’unico strumento multilaterale di cui disponiamo oggi per rafforzare rapidamente i sistemi sanitari”.

L’Europa, che ha creato il Fondo Globale e che attualmente contribuisce al 50% delle sue risorse, deve indicare la via affinché il Fondo Globale possa perseguire pienamente la propria missione oltre la propria ambizione, per il Bene Comune. “La Francia, ospitando la conferenza dei donatori il 10 ottobre a Lione, dovrà sostenere pienamente questo impulso”, afferma l’ex commissario europeo per lo sviluppo Andris Piebalgs.

L’Italia con oltre 1 miliardo di euro versati al Fondo dalla sua creazione ad oggi è fra i suoi maggiori donatori e la prossima conferenza di rifinanziamento del Fondo che si terrà a Lione, in Francia, il 10 ottobre 2019 sarà un appuntamento importante per confermare l’impegno italiano e dimostrare che la lotta alle tre pandemie e la salute globale sono tematiche prioritarie per la cooperazione italiana

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Friends of the Global Fund Europe è un’organizzazione che lavora con lo scopo di mobilitare in Europa i decisori politici e istituzionali, l’opinione pubblica e i media per la salute globale e per la lotta contro l’Aids, la tubercolosi e la malaria e, in particolare, per promuovere e far conoscere gli obiettivi, le azioni e i risultati del Fondo Globale, contribuendo nel contempo ad aumentare le risorse.

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Marco Simonelli
Friends of the Global Fund Europe
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